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L’autocostruzione
Secondo un detto inglese, la scelta della barca sarebbe, dopo quella della
moglie, la più importante nella vita di un uomo. Molti sostengono che una barca
regala solo due momenti felici, quello in cui la si compra e quello in cui la si
vende.
Comunque sia, la scelta della barca, già di per sé complessa, diventa ancora più
impegnativa se siete orientati verso l'autocostruzione.
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L'unica
motivazione infatti realmente valida che dovete essere sicuri di avere
per decidere di intraprendere questa strada è che sentite in voi il
gusto della costruzione e considerate il farsi una barca un'attività
piacevole, oltre che una stimolante avventura.
In altre parole la
costruzione deve essere vista come un fine e non come un mezzo. |
Le
CAPACITA' richieste per costruire una barca non sono, contrariamente a
quanto si crede, straordinarie. Le tecniche moderne ed in particolare l'uso
delle resine epossidiche associate al compensato marino perdonano molti errori
ed imprecisioni: anche il più inesperto riuscirà a farsi una barca che galleggia
e naviga. Sarà forse leggermente asimmetrica, si vedranno le colature della
resina, i paglioli non combaceranno perfettamente, ma la barca, se realizzata
fedelmente al progetto, sarà sicura quanto una costruita in serie.
Se
la capacità può anche essere limitata gli ingredienti di cui invece dovete
disporre in abbondanza sono la pazienza, la costanza e il TEMPO.
Facendo un calcolo approssimativo, per costruire una barca di 7 metri un
cantiere impiegherebbe circa 500 ore; un dilettante almeno il doppio. Questo
significa che anche dedicando tutti i fine settimana alla costruzione servirà
come minimo un anno e mezzo di lavoro.
Per
quanto riguarda lo SPAZIO, quello minimo richiesto è pari all'ingombro della
barca finita aumentato di un metro per ogni lato. Lo spazio deve essere coperto
ma non necessariamente riscaldato.
Importante poi il kit, ovvero la SCATOLA DI MONTAGGIO che include tutti i
materiali per la costruzione, i pezzi in legno o compensato già pretagliati,
alberi, attrezzatura velica e vele, la quale andrebbe recuperata prima di
iniziare ogni tipo di lavoro.
Una volta
decisi al grande passo si tratta di iniziare. Le scelte da fare sono,
nell'ordine:
-
materiale di costruzione
-
progetto
-
autocostruzione totale o parziale
Il
primo punto è talmente vasto da poter essere oggetto di interi volumi.
In
generale, per barche non superiori agli 8 metri la scelta del LEGNO è per
il dilettante una scelta quasi obbligata: il ferro e il ferrocemento non si
prestano alle piccole dimensioni, l'alluminio richiede tecniche di lavorazione
abbastanza sofisticate, quanto alla vetroresina, che con la tecnica del sandwich
si presterebbe anche alla realizzazione di piccole unità, viene penalizzata
dalla sgradevolezza del lavoro.
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L'aspetto meno
piacevole, oltre che meno sano, dell'autocostruzione è la necessità di
levigare accuratamente lo scafo per renderlo liscio e predisporlo a
ricevere la vernice. La costruzione in compensato marino o legno non
elimina completamente questo aspetto ma lo minimizza. |
Il
compensato marino è il materiale più semplice da lavorare: non richiede
particolari conoscenze della tecnologia del legno, si taglia facilmente e
soprattutto basta montare pochi pannelli perché il fasciame dello scafo sia
completato. È quindi il materiale ideale per i principianti. Impone tuttavia un
limite e cioè che consente di realizzare solo scafi con carena a spigolo. È un
limite più psicologico ed estetico che funzionale. Le qualità marine di una
barca a spigolo possono essere identiche a quelle di una barca a carena tonda.
Chi preferisce attenersi alla tradizionale carena tonda, il legno offre varie
tecniche costruttive, quali il clinker (fasciame sovrapposto), lo strip planking
(strisce longitudinali incollate) o il legno modellato (strati diagonali
incrociati sovrapposti e incollati). Nessuna di queste presenta difficoltà
insormontabili, ma il tempo richiesto è assai maggiore rispetto alla costruzione
in compensato a spigolo.
L'offerta
di PIANI DI COSTRUZIONE di imbarcazioni è vastissima ed è
difficile non trovare ciò che si cerca tra i cosiddetti "stock plans". Si tratta
di piani che i progettisti vendono "su catalogo”. Vengono offerti a prezzi
relativamente modesti (da un minimo di 100.000 lire fino a un massimo di 700.000
lire per barche di 6/7 metri), almeno in rapporto a quanto costerebbe un piano
di costruzione realizzato "ad hoc". I cataloghi più completi si trovano negli
Stati Uniti, dove l'autocostruzione ha diffusione e tradizioni superiori a
quelle degli altri paesi. La rivista di riferimento per gli appassionati è "Wooden
Boat", nata da un piccolo gruppo di appassionati 20 anni fa e che oggi può
contare su oltre 100.000 lettori. In Inghilterra le riviste che, con minori
tradizioni e diffusione, scelgono questo settore sono "Classic Boat" e, da poco
tempo, "The Boatman", pubblicato in Cornovaglia. Per chi sogna o desidera
costruirsi lo yacht "de grand vagabondage océaniquè' (possibilmente in ferro,
con attrezzature sovradimensionate e, dettagli fondamentali per conferire un
carattere da "mari estremi", gli scalini sull'albero e la cupoletta in
plexiglass per la timoneria interna) il mercato migliore è la Francia e la
rivista da leggere è "Loisirs nautiques". Sfogliando gli annunci pubblicitari di
queste riviste si possono dunque trovare gli indirizzi dei progettisti e
ordinare cataloghi in grado di soddisfare ogni gusto ed esigenza.
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In
Italia la scelta non è vasta e, salvo qualche eccezione, solo
recentemente gli architetti hanno iniziato a curare questo campo che
viene giudicato poco remunerativo. In genere acquistando da catalogo i
piani di architetti noti non si corrono rischi quanto alla qualità della
barca: si tratta per lo più di barche sperimentate e prodotte in vari
esemplari. |
Per contro
la qualità, la presentazione pratica, il grado di dettaglio del progetto possono
essere molto diversi e sono del tutto indipendenti dal prezzo. È bene
assicurarsi prima dell'acquisto che si tratti di piani espressamente studiati
per l'autocostruzione. Solo questi infatti indicano nel dettaglio i
dimensionamenti di tutti gli elementi della costruzione. Ancor più importante
per chi non è esperto nel "tracciato" (cioè nel ricavare dalle linee d'acqua
della barca le forme del fasciame trasferendole sul foglio di compensato) e che
i disegni diano lo sviluppo in piano dei pannelli del fasciame. Nei disegni in
lingua inglese in questo tipo di piani viene annotato "no lofting required" (non
è necessario tracciare). Alcuni piani forniscono anche le sezioni in scala 1:1.
Questo è molto utile per barche a carena tonda; per barche a spigolo i disegni
in scala 1:10 (o, in America, più frequentemente 1:12, in cui ad un pollice
corrisponde un piede) sono generalmente sufficienti per poter tracciare con
precisione le forme delle paratie. L'ordine dei piani è il primo passo,
indispensabile e ancora non irreversibile, per iniziare l'avventura dell'autocostruzione.
La fase
successiva sarà quella di costruire un modello in scala.
GLI
UTENSILI:
CONSIGLI.
- Leggere
un buon libro di falegnameria, per rendersi conto di quante cose si possono
realizzare con l'utensile appropriato
- Comprare
utensili di prima qualità, di dimensioni e di potenza adeguati. Uno strumento
semi-professionale al posto di un giochino da bricoleur ripaga abbondantemente
del maggior investimento iniziale. Per quanto riguarda gli utensili elettrici da
banco, cioè fissi, quali sega circolare o a nastro e piallatrice, il prezzo
d'acquisto per utensili di buona qualità è elevato. Si trovano tuttavia
occasioni nel campo dell'usato e, a parità di prezzo, conviene un usato
semiprofessionale ad un nuovo di tipo amatoriale
- Cercare
di adoperare ogni utensile per l'uso a cui esso è specificatamente destinato e
di avere per ogni esigenza lo strumento adatto
- Fare
attenzione alla sicurezza per la salute e per i pericoli da evitare. Il primo
aspetto riguarda l'uso dei prodotti chimici ed in particolare di resine
epossidiche, vernici e solventi. Di ogni prodotto occorre conoscere i principali
componenti, il relativo grado di tossicità, i rischi connessi con l'uso o con il
contatto accidentale con la pelle e con gli occhi. Le istruzioni d'uso,
soprattutto quelle concernenti la sicurezza, devono essere accuratamente lette e
rispettate. Indossate sempre gli indumenti protettivi consigliati e,
soprattutto, imparate a 'lavorare pulito". Servono solo un pò più d'attenzione,
di ordine, di calma e la disponibilità a perdere qualche minuto di lavoro utile
pur di non mettere a rischio la propria salute. È ben vero che imbrattandosi di
resina epossidica o di vernice poliuretanica e poi pulendosi con il solvente si
fa più in fretta e non si vede alcun danno immediato.
Si può
anche pensare di star bene come prima. Ma se per centinaia di volte si insiste
in questo comportamento sconsiderato il danno c'è, anche se può rimaner nascosto
per altri vent'anni, ed è malauguratamente irreversibile. Prendendo le opportune
precauzioni questo rischio diventa trascurabile. Anche la polvere di legno (in
particolare di alcuni legni) può causare asma, bronchiti, irritazioni della
pelle, può addirittura aumentare i rischi del cancro. Quindi respiratene il meno
possibile, indossate sempre una maschera protettiva, usate levigatrici dotate di
aspiratore, ventilate l'ambiente.Gli utensili da taglio, soprattutto le seghe
circolari e a nastro, e tutta l'attrezzatura elettrica, espongono a rischi più
evidenti e immediati. Per quanto riguarda gli utensili moderni, e in particolare
quelli portatili, hanno solitamente adeguati accorgimenti di sicurezza, ma
questo non deve spingere ad abbassare la guardia. Per ogni evenienza una
cassetta di pronto soccorso e uno o più estintori devono essere a portata di
mano.
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I
PIANI IN ITALIA |
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La B.C.A.-Demco
Kit di Milano (tel. 02/48708331) ha un catalogo di una
quarantina di barche da 2,90 a 10 metri di progettisti esteri e
italiani.
La Sibma Navale Italiana di Carignano (TO) - tel.
011/9697560) vende kit e progetti di barche in compensato marino di
Mario ed Ernesto Quaranta.
Alcuni fra i più noti progettisti che propongono piani destinati
agli autocostruttori sono:
Sergio Abrami
di Brescia (tel. 030/398382)
Cabinati a vela e barche a motore
Franco Bertaccini
di Forlì (tel. 0543/34443)
Piccoli cabinati a vela e pilotine anche in ferro
Carlo Bertorello
di Napoli (tel. 081/7642905)
Cabinati a vela di aspetto tradizionale
Gabriele D'Alì
di Milano (tel. 02/8323450)
Multiscafi
Rodolfo Foschi
di Firenze (tel. 055/696190)
Barche a vela di varie dimensioni in compensato e in ferrocemento
Aldo Gatti
di
Milano (tel. 02/48005675)
Derive e piccoli cabinati |
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