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Rappresentazione di una nave
Per
rappresentare un oggetto, si deve per forza farne delle sezioni. In ambiente
navale c’è uno standard a cui dobbiamo attenerci: partendo da un piano centrale
longitudinale di riferimento si effettuano sezioni trasversali ed orizzontali.
Ne deriva un PIANO DI COSTRUZIONE (LINES PLAN) che fornisce impostazioni
solo di forma e non di reale costruzione.

La SEZIONE
MAESTRA è esattamente nel mezzo tra le due perpendicolari principali; tutte le
altre sezioni trasversali (ordinate), una volta stabilito quante devono essere,
si fanno partire da essa verso prua(dx) e verso poppa(sx).
Nelle sezioni trasversali, essendo esse
simmetriche, si disegna solo un ramo della parabola raffigurante lo scafo.
Spesso vengono quindi raffigurati nello stesso piano cartesiano di riferimento,
da un lato(sx) le ossature dalla sezione maestra fino a poppa e dall’altro(dx)
fino a prua


Ciò che si
trova sotto la DWL (design water line) è detta “Opera Viva”,
viceversa, ciò che si trova al di sopra della DWL viene chiamata “Opera
Morta”.
Il punto 0
viene fissato: per gli scafi plananti sullo spigolo di poppa, in
corrispondenza della fine della barca; negli scafi dislocanti sull’asse
del timone.
Dislocamento di progetto
(DSPL)
(a)
Design displacement
Riferito al
peso ed alla massa d’acqua che sposterà


TIPOLOGIE
COSTRUTTIVE
(DA 15 A 40-50
m)
Esse si
possono generalmente suddividere in quattro tipologie generali:
·
a
motore
·
a
vela
·
in
metallo
·
in
vetroresina e composito
A
loro volta esse si diversificano ulteriormente in base alle specifiche
caratteristiche. Troviamo infatti:

1)
A vela
Scafi grandi
Scafi puramente a vela
Detti motor
sailer sono scafi puramente dislocanti Sono generalmente
plananti
di
forma triangolare per
in quanto,
nonostante le vele, è necessario l’ausilio cavalcare l’onda generata.
di un motore.
La poppa, se a specchio, è poco utile
in quanto poco
immersa.
NOTA:
Il problema dell’onda frenante negli scafi dislocanti è comune ad entrambe le
tipologie (motore/vela). La spiegazione di tale fenomeno ci arriva dai
molteplici studi svolti nel tempo da vari studiosi. Uno per tutti, Froude, il
quale giunse a formulare un numero (Froude Number) tutt’oggi preso come
riferimento per il calcolo della velocità massima raggiungibile da uno scafo
dislocante in base alla sua Lunghezza al Galleggiamento.

Nel tempo,
molto è stato fatto per la risoluzione del problema e, grazie all’evoluzione
delle forme degli scafi, si è giunti a risultati soddisfacenti. Qualsiasi nuovo
studio intrapreso, ha comunque come punto di partenza la teoria di Newton, del
quale riportiamo l’enunciato.
Newton:
La resistenza delle particelle fluide, a parità di ogni altra circostanza, è
proporzionale alla velocità con la quale le particelle vengono separate le une
dalle altre.
La
resistenza d’attrito,
perciò, si sviluppa nel vincere la resistenza molecolare tra le particelle dei
vari strati fluidi e non dello scorrimento dell’acqua lungo la superficie del
solido, come si è portati a pensare.
Tornando
alle tipologie costruttive, troviamo adesso la seconda grossa diversificazione
tra scafi in metallo ed in vetroresina e
composito.
In
metallo
Esempio di
differenza peso partendo dall’acciaio (più peso)con un valore di riferimento:

Le paratie
stagne hanno presso a poco la stessa locazione, nelle navi grandi. Esse,
difatti, hanno una norma di sicurezza che ne regola la compartimentazione
stagna, che pone come limite minimo di quest’ultima il 5% della Lunghezza al
Galleggiamento.
a. Sezione
Maestra di uno scafo in metallo

Lo scopo delle
diverse strutture, trasversali (bagli, costole, madieri, ecc.) e
longitudinali (paramezzali, anguille, traverse, ecc.), è quello di formare
un’ossatura robusta a sostegno dello scafo; mentre trincarino, cinta e torello
sono lamiere puramente di rinforzo dei punti più a rischio.
Le Paratie
stesse, oltre allo scopo di isolare i vari compartimenti, hanno una funzione di
rinforzo di primaria importanza.
Gli scafi in
metallo si costruiscono “a blocchi” a causa delle limitate dimensioni delle
lamiere, mai superiori di 6000x1250mm, che vengono poi tagliate e numerate da
macchine a controllo numerico per poi essere assemblate.
(i)
In Vetroresina e
Composito
Per la
costruzione degli stampi, che devono essere molto precisi, esistono due
tipologie: di Compensato o di Schiuma, tramite Lavorazione a Controllo
Numerico. Quest’ultimo procedimento utilizza frese computerizzate per dare
la forma desiderata ad un “pane” di materiale espanso. Nella prima tipologia
(più diffusa), si crea lo scheletro di legno che viene poi ricoperto di
compensato a strisce trasversali, per una maggior tangenza. Il tutto viene poi
Carrozzato, ovvero stuccato e rifinito per creare una superficie
perfetta.
La creazione
del modello si può riassumere attraverso sei passaggi principali:
Esempio di
Stampo Femmina

A questo
punto, prima di procedere alla costruzione della stampata, lo stampo
ormai finito, viene cosparso con un Distaccante (apposite cere) che ha la
funzione di non far appiccicare il modello alla stampata. Su di esso viene
applicato il Gelcoat: una pittura-spessore dalla consistenza gelatinosa
che tinge la Stampata del colore scelto.

Nella
costruzione su Stampo Maschio, il procedimento si riassume nelle prime tre fasi;
dove al terzo passaggio, al posto della “Costruzione Stampo Negativo”, si
procede direttamente alla creazione dello Scafo.
In entrambe le
tipologie di Costruzione, per la stratificazione dello scafo, si utilizza
solitamente un procedimento sotto vuoto, formato dai seguenti passaggi:
A Carrozzeria
finita, si procede alla stesura del primo strato di tessuto imbevuto di resina
tramite macchina a rullo compressore che ne regola quantità e spessore; o
applicando uno strato di PREPEG (tessuto già impregnato di resina). Il
tessuto viene impregnato in maniera omogenea della giusta dose di resina; questa
lo rende appiccicoso semplificandone la stesura stessa.
Completata la
stesura degli strati della prima Pelle, si applica su di essi un tessuto
plastico chiamato PEEPLY che ha lo scopo di render ruvida la superficie
dove dovrà far presa lo strato successivo. Questo viene comunque strappato via
prima della stesura di quest’ultimo.
Su di esso
viene applicato del vero e proprio tessuto spugnoso (simile cotone) con lo scopo
di assorbire gli eccessi di resina che trasudano in seguito al sotto vuoto.
Il tutto viene
coperto con uno spesso nylon, sigillato ai bordi, con il quale si creerà,
tramite aspirazione, l’effetto Sotto Vuoto. Tale effetto deve avere una
durata di circa dodici ore, per consentire l’indurimento della resina.
Al termine
delle “pelli”(compreso lo strato di PVC nel caso di Fasciame a Sandwich)
viene messo in forno (o creata una struttura tipo serra tutto intorno) per una
migliore essiccazione; in quanto la resina portata subito ad una certa
temperatura, diviene più resistente a successivi stimoli termici.
Una volta
finito, lo scafo viene girato e completato con Paratie e Coperta tramite
Fascettatura; consiste cioè nell’applicare strati di resina da entrambe i
lati delle Paratie stesse eliminando così anche lo spigolo creatosi. I mobili
possono essere in legno, fissati tramite ancoraggi specifici, o di resina come
lo scafo; in quest’ultimo caso vengono detti Strutturali perché
contribuiscono a rinforzare l’intera struttura. |